connessioni
qualche sera fa cicchitto sottolineava come sarebbe stato piú opportuno che ballaró si occupasse del darfur anzichè dell’iraq.
la frecciata di cicchitto era andata a vuoto, ma apparentemente qualcuno ha deciso di seguire la strada aperta dalle sue parole: questa sera mentre mi preparavo la cena avevo il tg2 in sottofondo, e sono stato attratto dal lancio di un servizio: “[...] darfur, una tragedia di cui si parla troppo poco”.
il commentatore, con il solito tono dolente che sembra sia obbligatorio usare per dare pathos alla trasmissione, sia che si tratti di un genocidio, sia che il fatto in questione sia la tragica fine dell’ennesima storia d’amore dei soliti (ig)noti, ha riassunto la tragedia del darfur, avendo cura di rimarcare un paio di concetti interessanti:
1) sono i fondamentalisti islamici che uccidono tutti gli innocenti nel durfur
2) l’onu sembra poco attenta alla questione, probabilmente per il fatto che é troppo concentrata sui fatti iracheni
3) giá qualche anno fa in ruanda l’onu non era stata abbastanza presente.
sono state all’incirca le parole del commentatore, rispettivamente il punto 1) in apertura di servizio, e i punti 2) e 3) in chiusura.
senza voler minimizzare la tragedia del sudan, a me questo servizio _leggermente_ volto a manipolare l’opinione pubblica.
a proposito di opinione pubblica: pare che negli stati uniti ci sia un gruppetto di pericolosissimi affiliati di al queda pronti a compiere stragi e massacri. casualmente la questione é uscita fuori proprio mentre la guerra in iraq solleva un notevole aerosol di merda dalle parti della casa bianca, ma la cosa interessante secondo me sono le dichiarazioni del governo americano secondo cui, per motivi che sinceramente mi sfuggono, anziché allertare gli appositi organismi di difesa interna, si sarebbe scelto di non alzare il livello di guardia e coinvolgere invece l’opinione pubblica.
lo scopo di tutto questo mi sembra molto chiaro, e non riesco a credere che la manovra, non solo palese, ma addirittura dichiarata avrá successo.
e, ovviamente, lo avrá, con buona pace della mia giá vacillante stima per l’americano medio.
May 27th, 2004 at 1:22 pm
io mi sento sempre più smarrita, indifesa, avvilita, impotente. non so. mai come in questo periodo mi sono resa conto di quanto la felicità non sia un concetto individuale. ti abbraccio.
May 27th, 2004 at 3:50 pm
manu: nin zo. io piú che smarrito mi sento sempre piú preso per il culo, ed impotente, quello sí che anche se si scegliesse un’alternativa non vedo candidati degni della mia fiducia; non so la felicitá, ma di sicuro l’irritazione comincia ad essere un sentimento trasversale ;)